
La celebrazione è stata preceduta da un incontro avvenuto ieri al Quirinale con gli esponenti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, al termine del quale il Presidente ha pronunciato un discorso sul fondamentale rapporto tra Repubblica e Resistenza, ma anche incentrato sui drammi dell’immigrazione e sul ruolo dei militari italiani attualmente stanziati all’estero:
“La ricorrenza del 25 aprile è, anche nel calendario, un’indicazione di come la Resistenza sia propedeutica alla Repubblica, di come la Repubblica nasca dalla Resistenza. Il ricordo del 25 aprile e i suoi valori attuali ci inducono a riflettere su quanto dobbiamo essere riconoscenti a tutti coloro che furono gli artefici di quel passaggio sofferto, doloroso, pieno di sacrifici ma decisivo nella storia del nostro Paese, che ci ha fatto risorgere dalla barbarie del nazifascismo e della guerra. Un impegno, un passaggio vissuto e realizzato da tante donne e tanti uomini di ogni età, civili e militari, in Italia e all’estero..”Il nostro Paese è depositario di tradizioni millenarie, di civiltà, di cultura, di umanità, di accoglienza, che il mondo ci invidia e ammira.”
E, dunque, in riferimento alla posizione italiana in tema di immigrazione ha poi aggiunto
“Dobbiamo essere fieri per tutto questo, per l’abnegazione e la generosità con cui salviamo e assistiamo migliaia di esseri umani che fuggono da guerre, miseria e condizioni disumane, sottoponendo se stessi e i propri figli a rischi e pericoli gravissimi pur di mantenere accesa anche una piccola speranza per un futuro migliore : un sentimento che accomuna i rifugiati di oggi con la nostra gente di allora, con gli sfollati dalle città verso le campagne, con i profughi che affollavano le strade d’Europa in fuga dalla guerra.”
Infine, il Presidente Mattarella si è pronunciato sui soldati italiani, tributando un nuovo pensiero di vicinanza ai marò Girone e Latorre:
“Nella ricorrenza della Festa di Liberazione il mio pensiero va ai tanti militari che si trovano all’estero, adempiendo al loro dovere per affermare i valori di pace e di legalità internazionale. Esprimo loro vicinanza e auguri : grazie alla loro opera il nostro Paese fornisce un grande contributo alla comunità internazionale, affinché la convivenza sia sempre migliore. Vorrei esprimere anche, in questa occasione, la mia personale vicinanza e quella del nostro Paese a Salvatore Girone, ancora lontano, e a Massimiliano Latorre, confermando l’impegno per la risoluzione favorevole della vertenza che continua a trascinarsi da troppo tempo. Con questi sentimenti, che raccolgono le parole poc’anzi dette dai Presidenti delle Associazioni e dal Ministro della Difesa, esprimo il mio apprezzamento più vivo per il vostro impegno generoso, e l’incoraggiamento più convinto perché continui la vostra importante missione di ponte ideale tra il passato, il presente e il futuro, e insieme la vostra opera di concreto sostegno alle nostre Forze Armate.”
(Dario Di Bartolo)


